POTEVA RISPARMIARSELA
Martedì due maggio è morto Valentino Parlato; di lui potrei dire tante cose, ma per rispetto mi limiterò a fare le condoglianze ai compagni del Manifesto, visto che di messaggi – colmi di ricordi, più o meno interessanti – sono piene, da alcuni giorni, le pagine del “quotidiano comunista”.
Trovo molto bello il pezzo che Luciana Castellina, compagna di tante battaglie del marchese libico, scrive a pagina tre dell’edizione di mercoledì tre maggio, dal titolo: «Il giornale, sempre»; qualcosa di lontano anni luce dal classico “coccodrillo” che viene preparato mesi prima dell’evento luttuoso.
Per contro ritengo indecente l’intervento, a pagina due della stessa edizione, dell’assai poco “onorevole” – facente capo al gruppo dei diversamente forzitalioti – Fabrizio Cicchitto che, con l’evidente pretesto di rendere omaggio al “maestro di giornalismo” di origine siciliana, non perde occasione per attaccare il comunismo.
Lo fa dando merito al Parlato – con il quale millanta la presunta esistenza di ottimi rapporti personali, dei quali non ho elementi per confermare o meno – di avere le sue stesse posizioni circa «l’Unione Sovietica, di cui colse l’organico totalitarismo».
Parla proprio lui che ha passato la vita a leccare il c… al peggio della politica reazionaria italiana: prima al Ladrone Numero Uno della politica italiana - morto latitante in Tunisia, ad Hammamet - al secolo Benedetto Bettino Craxi, e poi al Padrino di Arcore, il cui “sincero democratismo” si nota dalle compagnie che frequenta da sempre: fascisti, legaioli, ed altri personaggi assai poco raccomandabili.
Genova, 07 maggio 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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